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La ricerca sul mondo della Borsa valori
Nellambito del riordino degli archivi delle Borse
valori italiane, il Centro ha avviato una ricerca che mira a cogliere leccezionale
occasione di indagare in modo più completo il mondo della Borsa soprattutto per ciò che
riguarda i meccanismi della contrattazione, la formazione degli intermediari, lo stesso
linguaggio gestuale che il processo di telematizzazione ha probabilmente condannato a
scomparire.
Il progetto si avvale di un insieme di competenze storico-economiche, giuridiche,
antropologiche, linguistico-semantiche di grande originalità di cui si intende dar conto
presentandone qui di seguito la premessa.
Luoghi, ruoli, regole, gerarchie professionali e linguaggi
della contrattazione.
Il mondo della Borsa valori
La vivacità delle trasformazioni istituzionali,
organizzative e tecnologiche che nel volgere di un biennio hanno determinato un radicale
mutamento delle modalità della contrattazione mobiliare, favorisce la riflessione critica
sulla fase che si è chiusa e fornisce al tempo stesso loccasione per operazioni
culturali finalizzate al recupero della memoria delle tradizioni tecnico-operative che
lhanno contraddistinta.
Il Centro sulla storia dellimpresa e dell'innovazione si è già mosso su
questa strada realizzando nel corso del 1995 il primo catalogo generale dei titoli quotati
alla Borsa valori di Milano, una ricerca che ha sistematizzato, almeno sotto
laspetto anagrafico, le conoscenze sul periodo che va dall'Unità sino al 1993.
Rimane invece ancora aperta la necessità di una interpretazione ancora non
affrontata se non nei termini di un recupero parziale di aspetti folcloristici o
aneddotici della complessità del mondo della Borsa come intreccio di linguaggi,
regole, tecniche professionali, gerarchie che rivelavano la propria efficacia in un
ambiente topograficamente definito: la sala delle grida e il reticolo di vie che
rappresentava il quartiere finanziario di Milano.
Le innovazioni introdotte dal Consiglio di Borsa nel suo primo triennio di vita
sono state causa di mutamenti che vanno al di là degli aspetti tecnologico-organizzativi:
esse hanno eliminato la dimensione spaziale del mercato come luogo fisico della
contrattazione e, con ciò, hanno interrotto il perpetuarsi delle modalità di
elaborazione delle regole, di misurazione dellaffidabilità dei contraenti, di
scambio delle informazioni e di risoluzione dei contenziosi, fondate sulla conoscenza
reciproca degli operatori. La cancellazione del luogo ha in altri termini dissolto
limpalpabile ma concretissimo recinto di relazioni/regole non scritte di cui gli
accadimenti intorno alle corbeille e nel chiuso degli studi degli agenti di cambio
addossati al palazzo della Borsa erano la principale manifestazione fenomenica.
A partire dal decreto del 1807 sino alla recente conclusione dellesperienza
dei Comitati direttivi degli agenti di cambio, la questione del luogo, cioè la
funzionalità della sede della Borsa, la proprietà degli edifici, la regolazione della
gestione dei servizi ha sempre avuto carattere centrale per gli intermediari, al pari
della gelosa difesa delle prerogative di autonomia e di autogoverno.
Daltro lato, lunità del luogo aveva carattere costitutivo per un
modello di contrattazione fondato sul riconoscimento e sulla riconoscibilità degli
operatori, in modo non dissimile da quanto avveniva per le corporazioni medioevali. Il
luogo, dunque, risulta un primo tema di unindagine sul mondo della Borsa: quali sono
state le sedi di Borsa, come si è configurata la proprietà, quali i rapporti con la
Camera di commercio, il grado di concentrazione territoriale che il palazzo della Borsa
determina sugli uffici degli operatori di Borsa.
Un secondo tema è quello connesso al livello di coesione della categoria. Esso ha
riposato in passato sul rigido controllo dei canali di accesso e di ricambio basati su
meccanismi di cooptazione che facevano coincidere etica e comportamenti con l'obbligazione
nei confronti del gruppo di origine.
In effetti più che di un insieme coeso si deve parlare di un insieme di ruoli
professionali (agente di cambio, procuratore, remissore, ecc.) legati da rapporti
funzionali gerarchicamente ordinati.
Lanalisi di questi gruppi, la provenienza sociale e territoriale, la loro
formazione professionale, gli organismi di rappresentanza degli interessi costituiscono il
filo conduttore di questa seconda parte della ricerca.
Sotto laspetto giuridico, la contrattazione era regolata da norme
legislative, prassi non ancora trasformate in uso e usi già consolidati di Borsa.
Loriginalità della contrattazione di Borsa stava nel suo carattere gestuale, o
meglio nellimpiego di un codice visivo/orale che definiva gli aspetti essenziali di
un contratto altrettanto essenziale.
Lassenza di qualsivoglia formalità nellaccordo era condizione
necessaria per garantire la velocità delle transazioni e dei processi di accumulazione.
I sistemi di garanzia, affidati generalmente alla formalità non erano tuttavia
aboliti ma trasferiti allesterno cioè al solido sistema di conoscenze
interpersonali e di controllo reciproco tipico di una comunità chiusa. Il gruppo,
daltro lato, si presentava come entità autoreferenziale, essendo padrona dei
processi di formazione delle regole: sino al 1974 il sistema normativo si è fondato sul
primato degli usi e delle consuetudini di Borsa selezionate dal corpo degli operatori
stessi.
Unultima considerazione riguarda le modalità di risoluzione del contenzioso
che si generava naturalmente tra operatori e che quasi sempre veniva risolto
dallaccordo dei diretti interessati senza ricorso a forme arbitrali.
La valenza semiologica del linguaggio di Borsa costituisce lultimo capitolo
di questa ricerca.
La gestualità delloperatore di Borsa è un insieme di segni da decriptare,
di cui riconoscere ed esplicitare le radici e leventuale evoluzione intervenuta al
mutare degli assetti societari. Un sapiente uso dellimmagine fotografica può
fornire un campionario dei segni in movimento cogliendoli sui volti e nei gesti degli
operatori, mentre una stilizzazione grafica può affiancarsi al fotogramma presentando il
gesto nella sua essenzialità e precisione.
Parallelamente, il segno espresso dalla mano costituisce la punta emergente di un
sistema comunicazionale più complesso che muove dal corpo e dal suo dinamismo passando
attraverso la mimica facciale: limpulso del braccio, portatore del simbolo espresso
dalla mano, è parte costitutiva del contratto con lespressione del volto.
La coerenza tra questi elementi garantisce la completezza dellaccordo mentre,
allopposto, qualsiasi incongruenza rilevata da uno dei due contraenti
allinterno del sistema di segni comporta il ricorso a ulteriori richieste gestuali
di precisazione.
Lanalisi dei gesti e della loro articolazione in un complesso linguaggio
porta naturalmente alla ricostruzione di un repertorio della gestualità di Borsa.
Attraverso il ricorso a fotografie, disegni, filmati e, ove occorra, a ricostruzioni dal
vivo di sedute di Borsa, saranno rintracciati i segni identificativi delle società
quotate alla Borsa di Milano e identificate attraverso il Catalogo generale dei titoli
azionari.
Ricordo di Ubaldo Gaggio
Nel luglio 1998 è scomparso Ubaldo Gaggio.
Ubaldo era un collaboratore e un amico.
Arrivò al Centro dal mondo degli operatori di Borsa con un progetto definito:
impedire che la trasformazione telematica del mercato mobiliare cancellasse anche la
memoria di un aggregato sociale fatto di persone, competenze tecniche, valori
professionali, relazioni affettive. Seguendo questa sua intuizione, aveva iniziato a
interessarsi alla identificazione iconografica e alla catalogazione dei segni di Borsa.
A muoverlo erano, insieme, una genuina curiosità intellettuale, unintegrità
morale profonda, un raro calore umano.
Quello che più gli premeva di capire e ricostruire erano il funzionamento, la
trasformazione, e talvolta i fallimenti, delletica professionale che aveva governato
la vecchia e i suoi protagonisti. Il Centro vuole ricordare Ubaldo portando avanti il suo
progetto. |