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La memoria dell'impresa
numero
4 - maggio 2000
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La memoria del fare
di Giuseppe Paletta

La promozione del sistema locale delle imprese attraverso la dimensione culturale richiede innanzi tutto che siano individuati i fattori di eccellenza del sistema e, secondariamente, che essi vengano portati all’attenzione della comunità locale: questa potrà così riconoscere le imprese e il sistema nel suo complesso come soggetti produttori di valori e di interessi generali ed elaborare nei loro confronti sentimenti di identità e di appartenenza.
Utilizzando come veicolo di comunicazione la valorizzazione dei beni culturali prodotti dalle imprese nel corso della propria attività è possibile impostare in modo nuovo e originale il rapporto tra attori economici e territorio, anche in virtù della riforma delle Camere di commercio che ha ridisegnato le competenze di tali istituti seguendo criteri non tanto prescrittivi, quanto piuttosto di indirizzo, lasciando libero spazio all’intuizione e alla sensibilità culturale dei gruppi dirigenti.
Un soggetto che ha saputo cogliere le nuove opportunità è Promovarese, azienda speciale dell’ente camerale varesino, che ha organizzato un’iniziativa di valorizzazione della cultura d’impresa abbinandola a un evento localmente rilevante come la fiera "Città di Varese".
L’iniziativa mirava a individuare sul territorio una decina di imprese nazionali o locali leader di settore e presenti da tempo sul mercato offrendo loro la possibilità di ottenere, attraverso l’esposizione del proprio patrimonio storico-documentale, adeguata visibilità nel corso della manifestazione fieristica.
La selezione delle imprese è stata effettuata della Camera in collaborazione con l’Unione industriali della provincia di Varese e ha portato all’individuazione di una decina di casi (BTicino, Carlsberg Italia spa, Filiberti spa, Italo Cremona, SiMPA Saronno, Lindt, Minonzio, Parma, Whirlpool, Vibram spa) che coprivano una vasta tipologia, dalla grande impresa sino alla piccola, dall’impresa globale a quella ancora legata al gruppo fondatore locale.
Una volta effettuata la selezione, Promovarese ha affidato al nostro Centro il compito di seguire le imprese nella ricerca della documentazione di rilevanza storica, di raccogliere le informazioni sul percorso storico alla ricerca degli snodi tecnologici e organizzativi e, infine, di predisporre il progetto allestitivo. Oltre a ciò, il Centro ha effettuato un sondaggio all’interno dell’archivio della Camera di commercio che conserva una ricca ma purtroppo non ordinata documentazione sull’attività che le imprese hanno svolto sul territorio dal 1862, anno di costituzione dell’istituto.
Seppure in presenza di margini di tempo ridottissimi, è stato possibile realizzare un percorso espositivo che ha preso le mosse dall’archivio camerale evidenziando, attraverso le carte intestate e i marchi di fabbrica d’inizio secolo tuttora conservati, il ruolo di servizio e di supporto svolto continuativamente dalla Camera per il sistema imprenditoriale locale.
Successivamente, il percorso si sviluppava attraverso dieci stand messi a disposizione delle imprese dando ragione della fase costitutiva (atto di costituzione, carte intestate, fotografie dei fondatori, foto della prima sede), dell’evoluzione dei processi produttivi (fotografie delle maestranze e degli impianti sia iniziali che attuali, quadri sinottici d’epoca che illustrano il ciclo produttivo), dell’evoluzione/sostituzione del prodotto evidenziando i principali salti tecnologici (stampi, materie prime, semilavorati, prodotto d’epoca, prodotti attuali) e la pubblicità (manifesti, confezioni, brochures illustrative, cataloghi).
L’interesse per l’iniziativa – inaugurata alla presenza dei presidenti della Regione e di Promovarese, Roberto Formigoni e Mauro Temperelli – è stato testimoniato dall’affluenza di pubblico e dall’attenzione che la stampa locale ha riservato all’evento.
La Camera di commercio ha promosso l’iniziativa con l’intenzione di proseguirla negli anni successivi e di farne un momento di continuità della propria politica culturale: d’altro canto, l’obiettivo di una illustrazione del sistema nella sua varietà richiede necessariamente la reiterazione della manifestazione nel tempo. Solo così sarà possibile, ad esempio, far emergere le connotazioni non solo industriali ma anche commerciali, finanziarie e artigiane che caratterizzano in modo peraltro maggioritario la demografia imprenditoriale locale.
Di più, la possibilità di riflettere sul medio periodo porta a riconsiderare il concetto di fattori di eccellenza del sistema, troppo meccanicamente identificato, in questa prima edizione, con i casi di leadership di settore. La solidità di un sistema locale di imprese, infatti, spesso non si misura con il livello di eccellenza delle punte emergenti, ma attraverso il livello di integrazione, scambio e perfino solidarietà interna che le imprese hanno maturato nel tempo grazie anche agli stimoli provenienti dalle associazioni, dal sistema sociale o da collanti di tipo politico e religioso. Il distretto industriale, sotto questo profilo, rappresenta il caso tipico di sistema imprenditoriale che trae la propria forza non dal rilievo delle emergenze ma dalla robustezza dell’ordito; ancora, un modello territoriale organizzato intorno a una impresa leader circondata da un indotto diffuso e differenziato non può essere identificato – in termini di occupazione, reddito, entità dei flussi di esportazione – con il profilo del soggetto dominante.
Di qui allora la necessità di ripensare per il futuro i criteri di selezione adottati e di ricondurre il concetto di esemplarità all’accezione del diffuso e del generale invece che dell’eccezionale. La possibilità di evidenziare la presenza di un vasto patrimonio culturale prodotto da un folta popolazione di piccole e medie imprese industriali, commerciali, artigiane costituisce il modo migliore per enfatizzare l’importanza della continuità (spaziale, temporale, economica) e quindi la percezione della posizione di leadership che il sistema locale ha raggiunto nel suo insieme sul mercato nazionale ed estero.

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