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Negli ultimi anni anche nel
nostro paese si è progressivamente recuperata la consapevolezza
della centralità dei sistemi documentari per il funzionamento delle
organizzazioni. Allo stesso tempo la crescente liberazione dalla burocrazia
per l'utente (cittadino/impresa) sposta la funzione certificativo/documentale
sempre più all'interno della pubblica amministrazione intesa come
istituzione - rete e impone per questa via un salto nell'efficienza operativa
delle strutture. Se sono ormai diffusi standard tecnologici e normativi
sui nodi centrali del sistema (il protocollo informatico, la firma digitale,
l'interoperabilità dei sistemi ecc.) solo recentemente con la DCPM
del 31 ottobre 2000, contenente le Regole tecniche sul protocollo informatico,
si è previsto in modo esplicito che le pubbliche amministrazioni
adottino di un manuale di gestione che "descriv[a] il sistema di
gestione e di conservazione dei documenti e fornisc[a] le istruzioni per
il corretto funzionamento del servizio" (art.5,1).
Si tratta di uno strumento che tocca l'insieme dei processi di gestione documentale, dal protocollo all'archivio storico, e deve comprendere e descriverne tutti gli aspetti fondamentali. Le attività connesse alla sua elaborazione possono contribuire a introdurre anche nel settore archivistico quegli strumenti di analisi, descrizione e miglioramento dei processi di lavoro che costituiscono il primo passo per il riconoscimento della qualità dei servizi erogati. Dopo una prima realizzazione per l'Istituto Zooprofilattico
Sperimentale per la Lombardia e l'Emilia Romagna (v. "La
memoria dell'impresa", n.3, febbraio 1999, www.bs.izs.it/page_progetto-arcprot.htm),
il Centro sta predisponendo il Manuale di gestione dei documenti anche
per la Camera di commercio di Lodi. 3 giugno 2002 |
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