La
storia della cartoleria Fratelli Bonvini inizia, a Milano, intorno
al 1909 quando il ventenne Costante, padre dell'attuale proprietaria
Leila, cominciò a concepire l'idea di avviare un'attività
commerciale. Figlio d'arte (la madre era ortolana con un negozio in
zona Vittoria) e dotato di una buona istruzione professionale grazie
agli studi presso la Scuola arti e mestieri di Santa Marta, Costante
aveva una sorella cui la bassa statura e una menomazione fisica rendevano
difficoltoso l'inserimento nell'attività lavorativa; da qui
l'idea di avviare un esercizio commerciale come garanzia di autosufficienza
e sicurezza economica. 
Fece, allora, quella che oggi definiremmo una ricerca di mercato:
andando in giro e chiedendo agli amici, appurò che lungo l'asse
Lodi-via Emilia dalla porta Romana sino a Melegnano mancavano le cartolerie.
Ecco, perciò, la decisione di inserirsi sul corso Lodi, un'area
allora quasi esclusivamente agricola che, a ridosso della parrocchia
di San Luigi, già formava un piccolo aggregato destinato a
espandersi per la vicinanza allo scalo ferroviario Romana.
La cartoleria Fratelli Bonvini di Costante e Luigia Bonvini nasce
pertanto in Riparto Gamboloita 47 (oggi via Tagliamento 1) ed è
lo stesso Costante a realizzarne con cura l'arredo. I bancali, gli
armadi e i soppalchi vengono costruiti con l'obiettivo di ottimizzare
lo spazio ("l'affitto si paga sino al soffitto quindi lo spazio
si sfrutta sino al soffitto"). Gli scaffali vengono progettati
in base alla misura dei formati della carta, una scelta che ancora
oggi si rivela valida e consente di conservare l'arredo originario.
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Per
prima cosa Costante comprò una macchina tipografica, una "pedalina"
che adattò alla statura della sorella in modo che potesse farla
funzionare. L'attività tipografica conviveva accanto alla rivendita
di prodotti di cartoleria che coprivano una gamma larghissima, data
la minore rigidità nella definizione delle categorie merceologiche.
Allo
scoppio della Prima guerra mondiale, Costante fu richiamato al fronte
e, di lì, alle officine militari di Napoli come meccanico provetto.
In questo periodo la sorella garantì la continuità dell'attività
tenendolo continuamente aggiornato sull'andamento degli affari.
Il primo dopoguerra coincise con una forte espansione dell'attività
dell'impresa: in tutta l'area del sud Milano si verificò un
forte incremento di cooperative e circoli sociali e Costante comprese
che esse potevano costituire un ottimo mercato. In sella alla propria
bicicletta, egli prese a battere l'hinterland visitando circoli sociali,
bocciofile cooperative cui offriva locandine per le lotterie, la stampa
delle azioni sociali, della documentazione contabile. Assieme ai prodotti,
egli forniva un'assistenza particolarmente necessaria a persone che
erano del tutto prive di cultura legale.
Lo sviluppo dell'attività portò con sé l'assunzione
di personale: un compositore e uno stampatore si affiancavano alla
sorella che badava al negozio; Costante riservava a sé la ricerca
dei nuovi clienti e la propaganda che sviluppava in modo originale:
riuscì persino a lanciare su Milano, da un aeroplano, le rèclame
della cartoleria.
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