Arnaldo
studia, sperimenta e si prova non solo nella vendita di macchine fotografiche,
ma anche nella realizzazione di stampe fotografiche che sviluppa nel
suo laboratorio costruito nel cortile dietro il negozio. I milanesi
di più lunga memoria ricorderanno gli scorci della Milano attraversata
dai Navigli, vie d’acqua utilizzate sia per il commercio, ma anche
per le occasioni sportive. Arnaldo ama ritrarre questi luoghi a lui
tanto cari in cui spesso si disputano gare di canottaggio cui egli
stesso partecipa. Il “Cereghet” - così lo chiamano al Circolo
canottieri Milano – è protagonista di gare impegnative, come
il raid Milano-Zara su una Yole a 4 con timoniere nel 1927. Proprio
al ritorno da quest’ultima gara viene a sapere che la moglie aspetta
la secondogenita Elda.
Con grande passione per il mestiere e altrettanto rispetto per il
cliente, Chierichetti continua a studiare e a rendere le sue conoscenze
ancora più approfondite. Per quasi cinque anni fa pratica come
ottico con il professor Denti e il dottor Baslini alla “Crocera di
S. Lucia”, reparto di oculistica dell’Ospedale Maggiore. La volontà
di essere il più informato possibile per poter consigliare
con competenza e professionalità i propri clienti viene con
lo studio sul trattato del dottor Fuchs e le parole ai quattro collaboratori
che lo aiutano in negozio. E’ sua convinzione che l’ottico debba saper
riconoscere nel cliente eventuali forme di patologia, in modo da indirizzarlo
dall’oculista, cui spetta il compito della diagnosi. Arnaldo assume
e trasmette alla figlia, come principio etico, l’astensione dalla
vendita per il bene del cliente. |
Molto
spesso, testimonia Elda, il cliente usciva – ed esce tuttora – contrariato
dall’impossibilità di veder risolti immediatamente i propri
problemi visivi, ma, dopo aver parlato con uno specialista e aver
capito che il consiglio gli è stato dato solo a suo vantaggio,
torna e fa pubblicità al negozio con il passaparola, lo strumento
di marketing più capillare ed affidabile.
Nel 1943 Milano
è lacerata dai bombardamenti che distruggono la Fiera e danneggiano
in parte il Duomo. Sono momenti durissimi, di perdite umane e materiali
che ritornano dolorosamente nelle testimonianze di altri commercianti
intervistati. I Chierichetti perdono la casa e il laboratorio di fotografia
e, da quel momento, Arnaldo decide di chiudere quel ramo dell’attività,
pur continuando a vendere anche macchine fotografiche.
Con il maggio del ’44, comincia a partecipare all’attività
di famiglia anche Elda, la secondogenita nata nel ‘28. I genitori
non hanno dubbi a quale delle due figlie, Elda e Lidia, più
grande di due anni, lasciare in mano le redini dell’impresa. Non
per questioni di preferenza, ma perché la primogenita ha dimostrato
da subito una grande predisposizione all’insegnamento. “E’ un’educatrice
nata – dice di lei la sorella – e i miei hanno capito in quale direzione
ognuna di noi era portata. Certo io avevo velleità artistiche,
ma erano meno spiccate della vocazione all’insegnamento manifestata
da mia sorella”. Elda, infatti, ha già cominciato a quattordici
anni a scendere in negozio – l’abitazione era sopra all’esercizio
– al ritorno dalla scuola.
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