Il
negozio di intimo femminile Margherita si trova in corso Europa, un
sito che, come già per altre precedenti storie, è il
punto d'approdo nello spazio e nel tempo di una vicenda imprenditoriale
all'insegna della continuità familiare.
L'arco
temporale del racconto si estende per 80 anni circa mentre i termini
del percorso hanno il volto di due donne, nonna e nipote, entrambe
di nome Teresa.
Attraverso la testimonianza della nipote "Deda" Corti,
la vicenda della nonna rivive muovendo dal 17 marzo del 1924, data
in cui avviò in corso Buenos Aires una rivendita di corsetterie,
busti, ventriere e articoli ortopedici.
Teresa Bussari era nata a Bologna nel 1887, ma si era trasferita a
Milano dopo una parentesi in Svizzera dove aveva soggiornato per un
certo periodo con la mamma. Nel capoluogo lombardo aveva conosciuto
il giovane Carlo Corti originario di Mortara e lo aveva sposato: ad
appena 18 anni era mamma di Giulio e due anni dopo nasceva Ferdinando.La
prima guerra mondiale segnò duramente la vicenda della famiglia:
il marito venne richiamato al fronte e ne tornò minato nella
salute e nello spirito tanto da morirne nel 1920. Teresa si trovò
così vedova a 33 anni e in questa situazione maturò
la decisione di abbandonare l'attività di ostetrica che aveva
esercitato sino a quel momento per avviare un negozio di articoli
sanitari. Dal matrimonio nacquero presto "Deda", Virginia
e Giulio. Anche il fratello di Ferdinando, Giulio, si era sposato
e ne era nato Dario.
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Le
fotografie d'epoca trasmettono l'immagine di una donna minuta e molto
graziosa che nello sguardo rivela un temperamento fermo. Partita dai
prodotti sanitari e ortopedici, la nonna cominciò ad
esporre in vetrina anche biancheria intima che produceva ella
stessa ("come tutte le donne dell'epoca aveva fatto scuola di
taglio e cucito") con l'aiuto di lavoranti.Il negozio ebbe successo
e si ebbe l'apertura di ulteriori punti vendita (una fotografia degli
anni '30 testimonia una presenza anche in Porta Genova) il più
importante dei quali fu però quello in via Santa Margherita,
aperto nel 1932, nome che divenne poi l'insegna dell'attività
(Margherita). Il
trasferimento nel cuore della vita mondana della città (la
Scala era proprio lì a fianco) era determinato dalla radicale
trasformazione dell'attività oramai nettamente orientata all'intimo
per signora, un genere che nella Milano dell'epoca non disponeva di
punti di commercializzazione diversamente da altre grandi città
europee.
Teresa se ne era resa conto nel corso dei suoi frequenti viaggi a
Parigi, Londra, Lisbona e in altre città ("Deda"
ricorda come da piccola la chiamasse "la nonnina di Parigi"
per le sue frequenti assenze dall'Italia)
e da queste incursioni tornava con la testa e le valigie piene di
idee e di riviste subito utilizzate per rifornire di novità
le vetrine dei due negozi. Ancora oggi la nipote conserva vecchie
riviste francesi e inglesi cui mancano le pagine servite per copiare
i modelli. Margherita divenne presto il punto di riferimento per le
signore della Milano benestante e per le artiste di passaggio alla
Scala. |