Premessa

Il Centro per la cultura d’impresa è particolarmente lieto di ospitare il volume dedicato alla figura e all’opera di Giannino Bassetti all’interno della propria collana, La memoria dell’impresa che accoglie le biografie dei protagonisti del mondo imprenditoriale. Nell’avviarla ci era sembrato –Piero Bassetti nel prendere questa decisione era allora con noi, all’interno del nostro consiglio di amministrazione – che partire dal vissuto rappresentasse la via più efficace per evitare il rischio di visioni frammentate che riescono a incasellare le persone ma non a spiegarne la complessità dell’esperienza. Dunque, non tanto storia d’impresa, ma un approccio biografico che esaltasse l’unitarietà dell’individuo-imprenditore, evidenziando le concatenazioni tra formazione etico-culturale, esperienza professionale, azione imprenditoriale.

Una seconda riflessione su questa ricerca intorno alla figura di Giannino Bassetti è il forte contributo che vi hanno le testimonianze delle persone a lui vicine: familiari, amici, collaboratori. Il loro racconto diventa il sentiero per superare l’assenza di documenti scritti, ma anche l’opportunità di indagare il segno che il percorso del biografato ha impresso nella loro memoria. È la percezione che diventa fonte primaria e già basterebbe osservare che a noiè dato conoscere solo l’aspetto fenomenico delle cose. Ma qui il dato metodologico si lega a una osservazione più politica: la fonte orale riesce a superare lo scoglio del silenzio di una borghesia che aveva nell’operosità e nell’understatement i pilastri comportamentali della propria ideologia e riduceva l’autorappresentazione a pratica introspettiva. Certo, un modo d’essere apprezzabile sotto il profilo umano ed etico individuale ma improduttivo nel collettivo, perché toglieva spazio alla riflessione sul ruolo sociale dell’imprenditore. È un pensiero che porta a riflettere, per esempio, in analogia, sulla struttura delle case della borghesia milanese: tanto belle, espressive e articolate nei loro cortili interni, quanto imperscrutabili e discrete nella facciata verso il mondo esterno.

Diventa allora tanto più apprezzabile lo sforzo della Fondazione Bassetti e di Piero Bassetti che, condividendo l’esperienza di quella e del nostro Centro, ha riattivato il meccanismo dell’autorappresentazione imprenditoriale a vantaggio non solo della famiglia, ma di tutti gli osservatori attenti della società che ritengono utile riflettere collettivamente sul mestiere dell’imprenditore.

Giuseppe Paletta
Sara Zanisi

Centro per la cultura d’impresa

 
 

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