G.
Ernesti, A. Locatelli, A. Negri.A cura di Antonello Negri La fortuna del moderno. Architetture della produzione e dei servizi in area milanese negli anni venti e trenta Fotografie di A. Lagomaggiore Camera di commercio di Milano Edifir, Firenze, 1997 Questo volume segue,
costituendone una sorta di ampliamento, Il sogno del moderno, pubblicato
nel 1994 e incentrato sulla città di Milano. Se in quello si cercava
di mettere a fuoco i caratteri di uno stile “moderno” derivato
dall’innovazione architettonica che, negli anni tra le due guerre,
investì gli insediamenti industriali, commerciali e civili, in
questo si descrive l’impulso che ne ricevono i centri intorno alla
metropoli. Lo sguardo si allarga alla provincia approfondendo il rapporto centro-periferia in una realtà che già a partire dagli anni ’20 si presentava come un originale modello di industrializzazione diffusa lungo le grandi direttrici che univano la metropoli ai centri di Novara, Varese, Como, Lecco e Bergamo. I risultati della ricerca testimoniano la presenza di un modello aperto che, pur concedendo al centro metropolitano prerogative di innovazione e di propositività particolarmente forti, non esclude un ruolo reattivo delle periferie; la tendenza alla ripresa e all’applicazione di modi tipici del centro metropolitano si arricchisce e caratterizza per contributi originalmente autoctoni, legati cioè alle tradizioni locali. ”La fortuna del moderno” sottolinea ulteriormente il contributo della comunità imprenditoriale alla definizione dell’insieme degli aspetti del territorio in cui essa opera, esprimendo la capacità che l’impresa (e i manufatti che ne ospitano le attività produttive, commerciali o finanziarie) ha avuto, di rappresentare simbolicamente la propria funzione sociale ed economica nell’architettura dell’area urbana e metropolitana. |
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