Autori
Indice
 
 
A cura di Roberta Garruccio, con la collaborazione di Andrea Greco, Sara Roncaglia, Andrea Strambio de Castilla, Sara Zanisi
Le grida. Memoria, epica, narrazione della Borsa di Milano
(1945-1995)

Centro per la cultura d'impresa, Milano, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli, 2004


Questo libro è uno strumento di indagine. Non è una storia della borsa di Milano né tanto meno della borsa italiana tout court; è una raccolta di nuove fonti ed è l’edizione critica e strutturata per temi di una serie di testimonianze che sono altrettanti materiali di ricerca originali sulle forme storiche assunte nel tempo dal mercato. Ciascuna voce appartiene a un testimone diretto. Individualmente, ognuno racconta come ha vissuto e pensato, in un segmento più o meno lungo della propria vita lavorativa, il proprio operare sul parterre di Piazza degli Affari per realizzare ogni giorno, faccia a faccia, le contrattazioni di borsa, cioè lo scambio di azioni, obbligazioni e altri strumenti finanziari. Collettivamente, le testimonianze ricoprono un arco temporale di quasi cinquant’anni e rappresentano un interessante stimolo a discutere della costruzione dei “quadri sociali della memoria”: nel loro insieme infatti contribuiscono a rendere che cosa ha significato, per una intera comunità degli affari, assistere al rapido dissolvimento di un mercato fisico e all’eclisse delle sue regole tra il 1991 - quando i primi cinque titoli italiani sono stati inseriti nel circuito telematico - e il 1994 - quando il processo si è completato. Nel suo insieme si è trattato del dissolvimento del quadro di regole organizzative e disciplinari che vigevano sostanzialmente immutate da quando erano state fissate dalla prima organica legge regolante la borsa (la legge 272 del 23 marzo 1913). Ma in quel quinquennio matura ben più di questo, un’epocale trasformazione della divisione internazionale del lavoro, il fenomeno che chiamiamo “globalizzazione”: un’estensione dell’economia di mercato che ha eroso molti precedenti sistemi di relazioni e i loro apparati di sicurezza, ridisegnando i confini tra insiders e outsiders.
Del resto la stessa sparizione delle grida milanesi fa parte di un più ampio processo di scala planetaria che ha finito per confinare quelle pratiche arcane di gesti e voci solo in qualche mercato di derivati e di commodities. Con il nostro lavoro abbiamo voluto raccogliere e documentare i mondi simbolici degli operatori della vecchia borsa, la loro cultura come capacità condivisa di rappresentare se stessi, l’elaborazione soggettiva di una divisione sociale del lavoro passata, la narrazione delle pratiche di scambio come traccia dell’operare della persona e della sua capacità di produrre significato, di trovare giustificazione morale al proprio operato. Non abbiamo in mente un’operazione di “museificazione” della memoria, ma l'analisi dell’agire del mercato come convivenza di forme diverse di scambio, compresenti nello stesso tempo.

Versione multimediale della presentazione del 9 marzo 2006