Ceretti e Tanfani Spa*

di  Antonella Bilotto

1894 – 1913

Sul finire dell’Ottocento, e precisamente nel 1894, a Milano due ingegneri, Giulio Ceretti e Vincenzo Tanfani, decisero di realizzare “un’impresa” che mettesse in opera capacità e studi comuni a entrambi in un progetto assolutamente ambizioso e innovativo. Ricevettero subito un premio: il Diploma d’onore – Milano 1894. I due lavoravano insieme alla realizzazione di sistemi di trasporto aereo a mezzo fune. Dopo un tale esordio il 1 maggio 1895 diedero ufficialmente vita a una vera e propria società in nome collettivo sotto la ragione sociale “Ing.i Ceretti e Tanfani” per l’esercizio di uno studio tecnico di ingegneria industriale e civile con un capitale sociale di 50.000 Lire. La sede della società era in Foro Buonaparte n. 60 ma lo stabilimento fu collocato alla Bovisa, in Comune di Affori. Era un’industria nuova per l’Italia quella dei trasporti meccanici e delle ferrovie aeree per qualsiasi tipo di materiale (minerali, pietre, carboni, zuccheri, legnami, laterizi, ecc.). Il successo fu presto ampio soprattutto a livello internazionale. Nel 1909 iniziava anche il trasporto aereo di persone su funi in alta montagna. A vent’anni dalla sua fondazione la società occupava alla Bovisa 250 operai e 50 impiegati. Aveva già costruito importanti opere quali la funicolare di Montenero (Livorno), del Sacro Monte (Varese), di San Pellegrino, una in provincia di Bolzano ma soprattutto aveva costruito e messo in funzione nel 1912 la funivia Lana – San Vigilio in Tirolo lunga 2.250 metri con vetture per 16 persone che trasportò, nel suo primo anno di attività, ben 60.000 persone. Sulla funivia Chamonix – Aiguille du Midi sul Monte Bianco le vetture arrivarono a portare ben 24 persone ma il successo non si fermò a questo settore di attività. Era la prima volta che in Italia si realizzavano funicolari per il trasporto materiali e nel mondo sembra non fosse mai stata realizzata una funivia con cavalletti intermedi per il trasporto di persone ma la società seppe specializzarsi anche nella fabbricazione di apparecchi di sollevamento elettrici: dalle gru alle linee elettriche sospese, dagli impianti trasbordatori a quelli trasportatori, per finire a piani inclinati, argani, montacarichi, elevatori.

Anni ’10 del Novecento

Nel 1914 il Regio Istituto Lombardo di Scienze e Lettere riconobbe alla Ceretti e Tanfani il I Premio Brambilla non solo per aver creato un’industria nuova ma anche per aver fatto conoscere agli italiani questo genere di trasporti e di apparecchi nei confronti dei quali o non se ne conosceva l’esistenza o se ne era profondamente diffidenti. L’elenco dei premi a questa data era già molto vasto oltre a quelli citati: Medaglia d’argento Ginevra 1896 e Torino 1898; Medaglia d’oro Milano 1906 e Torino 1911; Gran Premio Torino 1911 e Milano 1914.
Era alla Bovisa, area industriale a bordo di Milano, che la Ceretti & Tanfani aveva costruito anche un quartiere per i propri operai. La società lavorava molto all’estero ma per l’Italia i committenti non erano di poco conto: il Genio Militare, la Regia Marina, le Ferrovie dello Stato.
Tra il 1917 e il 1920 ci furono però una serie di modificazioni societarie piuttosto “variegate” che portarono a uno stato di liquidazione societaria. Le sintetizziamo non conoscendone le motivazioni e non avendo fonti d’archivio dirette. Il 16 aprile 1915 l’ing. Vincenzo Tanfani recedette dalla società, in sua vece entrò Giuseppe Mulatti (che l’anno prima era stato nominato mandatario) e la società cambiò ragione sociale in “Ceretti & Tanfani – Ceretti & Mulatti eredi”; non cambiò la sede alla Bovisa e non cambiò l’attività ma il capitale sociale venne moltiplicato per dodici volte (da 25.000 a 300.000 Lire) e si stabilì che gli utili venissero distribuita al 60% al Tanfani e al 40% al Mulatti. Solo due anni dopo recedette pure l’altro dei fondatori, l’ing. Giulio Ceretti, che decise di ritirarsi dall’azienda – alla quale lasciava il suo nome – per “contribuire personalmente alle esigenze di guerra” (v. fascicolo CCIAA). La società, in accomandita semplice, continua tra i fratelli Giuseppe e Guido Mulatti prendendo il nome di Mulatti & C. – Succ. Ceretti & Tanfani (il capitale sociale ridotto a 150.000 Lire per il recesso del Ceretti fu portato a 1.000.000 di Lire versate al 90% da Giuseppe Mulatti che era il socio gerente e accomandatario). Nel settembre 1917 l’impresa si trasforma in Società Anonima e negli anni successivi si registra la rinuncia di Giuseppe Mulatti alla carica di liquidatore (non è chiaro come si fosse arrivati a questa liquidazione), il ritorno a far parte dell’azienda come consigliere delegato del fondatore Giulio Ceretti e infine la nomina proprio degli ingegneri Giulio Ceretti e Vincenzo Tanfani a soci con tutti i poteri.

Anni ’50 – anni ‘70

L’impresa realizzò grandi opere nel mondo e fu la Ceretti & Tanfani nel 1954 a costruire la teleferica portatile realizzata per Ardito Desio e la sua spedizione sul K2. Mantenendo una tradizione che fin dalle sue origini vedeva impegnata la società all’estero (Francia, Spagna, Inghilterra e colonie, Germania, Tunisia, Austria, Giappone, Turchia, Dalmazia, Svizzera, Portogallo, Russia, Argentina, Egitto) alla fine degli anni Settanta la Ceretti & Tanfani ha operato in Europa, Nord Africa, Medio Oriente e Sudamerica dando grande importanza alla ricerca, anche grazie a collaborazioni esterne di studiosi, testimoniata dal deposito di numerosi brevetti in Italia e all’estero. Alla fine degli anni Settanta viene pure creato un Comitato tecnico allo scopo di coordinare e stimolare le attività di ricerca nel campo del trasporto e del sollevamento.

Dal 2002 a oggi

Nei fascicoli milanesi della Camera di commercio si registra una cessazione societaria per liquidazione nel 2002 ma oggi, con sede legale in provincia di Torino, con tutti i riferimenti a questa storia con il medesimo nome e marchio, esiste un’impresa attiva che ha “ereditato” invariata l’attività in oltre 125 anni, ovvero quella di “costruttore specializzato esclusivamente in impianti a fune per il sollevamento e per il trasporto di persone e di materiali” (http://www.cerettitanfani.it). Nello specifico produce “impianti portuali per la movimentazione di merci varie e di prodotti sfusi, gru per cantieri navali e su pontoni galleggianti, gru a ponte e a cavalletto per la chimica, i cementifici e per l’industria pesante in generale, gru e macchinari speciali per l’industria siderurgica, funivie, seggiovie, teleferiche e funicolari” (http://www.cerettitanfani.it).

*[il profilo viene redatto consultando le seguenti fonti: Ceretti Tanfani, opuscolo s.d. [1979 ca.] (c/o Centro per la cultura d’impresa – Biblioteca); Archivio storico Camera di commercio di Milano, fascicolo REA 4464 e 61289; articolo intitolato Ceretti&Tanfani in “Il Sole” 8 gennaio 1915; Chiara Guizzi, Ceretti e Tanfani in Comunicare l’impresa http://www.houseorgan.net alla pagina http://www.houseorgan.net/it/testate/ceretti-e-tanfani_16_25.htm].